Partita IVA forfettaria vs ordinaria nel 2026: quale scegliere
La scelta tra regime forfettario e ordinario è la prima decisione fiscale di chi apre P.IVA in Italia. Non è banale: può valere migliaia di euro all'anno di differenza e ha implicazioni operative diverse.
Regime forfettario: come funziona nel 2026
Requisiti di accesso
- Ricavi/compensi anno precedente ≤ €85.000
- Non aver sostenuto spese per lavoro dipendente > €20.000
- Non possedere partecipazioni in società controllate con attività analoga
- Altri requisiti minori su categorie specifiche
Come si calcola l'imposta
- Ricavi incassati nell'anno
- Si applica un coefficiente di redditività (varia per codice ATECO: 40-78%)
- Il risultato è il "reddito imponibile"
- Su questo si applica l'imposta sostitutiva del 15% (o 5% nei primi 5 anni per nuovi)
Esempio pratico
Ricavi €40.000, codice ATECO con coefficiente 67% (consulenza):
- Reddito imponibile: €40.000 × 67% = €26.800
- Imposta sostitutiva 15%: €4.020
- Se neonato (primi 5 anni) imposta 5%: €1.340
Regime ordinario: come funziona
Tassazione
- Imposte su reddito effettivo (ricavi - costi reali)
- IRPEF a scaglioni: 23% fino a €15k, 25% fino a €28k, 35% fino a €50k, 43% oltre
- Addizionali regionali e comunali
- IVA applicata in fattura (22% standard)
Esempio pratico
Ricavi €40.000, costi reali €15.000, quindi utile €25.000:
- IRPEF: circa €6.800 (complessivo con addizionali)
- Più IVA da gestire (ma trasferita ai clienti)
Quando conviene il forfettario
- Costi aziendali bassi (consulenza, formazione, servizi digitali)
- Ricavi sotto €85k
- Clienti privati (no recupero IVA per loro)
- Attività nuova nei primi 5 anni (imposta al 5%)
Quando conviene l'ordinario
- Costi aziendali alti (e-commerce con magazzino, attività con investimenti)
- Ricavi sopra €85k
- Clienti business italiani (possono scaricare IVA)
- Necessità di dedurre costi specifici non coperti da coefficiente
Contributi previdenziali
| Categoria | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Gestione separata INPS (consulenti) | ~26% del reddito imponibile | ~26% del reddito effettivo |
| Artigiani/commercianti | Quota fissa ~€4.000 + % oltre minimale | Quota fissa ~€4.000 + % oltre minimale |
| Sconto 35% per forfettari artigiani | Sì, se richiesto | No |
Quando passare dal forfettario all'ordinario
- Superi €85k di ricavi → obbligato per legge
- Assumi dipendenti → attenzione ai limiti di spesa dipendenti
- Costi reali superano il 40% dei ricavi e coefficiente forfettario ti penalizza
- Inizi a vendere all'estero in volume e IVA ordinaria ti agevola
Cosa valutare con il commercialista
- Proiezione ricavi 2-3 anni
- Costi reali dell'attività
- Mix clienti B2B/B2C
- Potenziali assunzioni
- Accesso a bandi/incentivi (alcuni esclusi dal forfettario)
FAQ
Il regime forfettario conviene sempre ai principianti?
Nell'80% dei casi sì. Eccezione: attività con alti costi (e-commerce, ristorazione, produzione). In quei casi analizzare con commercialista.
Posso cambiare regime durante l'anno?
No, il cambio è annuale. Bisogna decidere entro il 31/12 per l'anno successivo. Pianificazione fondamentale.
Posso fare attività estera dal forfettario?
Sì. B2B estera UE: reverse charge. B2C estera UE: OSS sopra soglia. Extra-UE: senza IVA. Alcune operazioni fanno decadere il forfettario, verificare con commercialista.
Aggiornato aprile 2026. Le soglie e aliquote possono essere modificate da leggi di bilancio. Verifica sempre prima di decisioni con commercialista abilitato.